Rotule folli Cicli Drigani - Mtb anni '90.....



Oggi parliamo di e-bike, telai in carbonio e sospensioni intelligenti. Ma c'è stato un tempo, nei primi anni '90, in cui la mountain bike era una rivoluzione, una passione "sporca" fatta di fango, telai in acciaio e un senso di libertà assoluta.
E proprio in quegli anni, nel territorio tra Mappano e Leinì, un gruppo di amici scriveva una piccola, grande storia. Si facevano chiamare le "Rotule Folli".
Questa non è una leggenda inventata. È la vera storia di come un gruppo di pionieri amatoriali e un negozio visionario abbiano dato il via al movimento della MTB nel torinese.
Il "Quartier Generale": Cicli Drigani
Ogni grande avventura ha una base. Per le "Rotule Folli", quella base era un negozio che oggi è un'istituzione, ma che allora era la "bottega" di un sognatore: Cicli Drigani.
La storia, confermata oggi dallo stesso negozio, inizia con il fondatore, affiancato nei primi anni '80 dal figlio, Livio. In un'epoca dominata dalle bici da corsa, loro ebbero un'intuizione. Dall'America arrivavano voci, e poi immagini, di strane bici con le "ruote grasse", fatte per correre fuori dalla strada.
Mentre molti storcevano il naso, loro ci videro il futuro.
Alla fine degli anni '80, Cicli Drigani fece una scommessa e divenne uno dei primi concessionari ufficiali di un marchio californiano emergente, quasi sconosciuto in Italia, fondato da un visionario di nome Mike Sinyard. Quel marchio era Specialized.
Erano arrivate le prime, mitiche Stumpjumper. E serviva qualcuno che le portasse sui sentieri.
La Nascita delle "Rotule Folli"
Con l'arrivo di quelle bici rivoluzionarie, la passione esplose. Attorno al negozio di Borgaro Torinese si formò un gruppo di appassionati, i primi a sperimentare quei nuovi mezzi. Non erano professionisti, erano la pura espressione del ciclismo amatoriale.
Avevano bisogno di un nome, e come si usava all'epoca, scelsero un nome di battaglia goliardico, uno di quelli che fa capire subito lo spirito del gruppo: "Rotule Folli".
Erano loro il team ufficiale di Cicli Drigani. Erano loro che, con quelle prime Specialized, aprivano nuovi sentieri, partecipavano alle prime gare e tornavano in negozio coperti di fango, con le ginocchia (le "rotule") doloranti ma felici.
L'Evoluzione: Dalla Bottega al "Super-Store"
Ciò che rende questa storia affascinante è vedere come quel DNA da pioniere si sia evoluto. Le "Rotule Folli" rappresentano l'inizio, l'era "eroica" della MTB.
Cicli Drigani ha seguito la stessa identica evoluzione. Quella che era la bottega del "papà di Livio", quel negozio che per primo ha creduto nelle "ruote grasse", è cresciuta insieme al movimento che ha contribuito a creare.
Oggi, chi cerca Cicli Drigani online (o fisicamente) non trova più una piccola officina, ma uno degli "store" di ciclismo più grandi e accessoriati d'Italia. Un punto di riferimento moderno, rivenditore "premium" dei migliori marchi (Specialized inclusa, ovviamente) e un centro all'avanguardia.
È la perfetta metafora di come la mountain bike sia passata dall'essere un gioco per "rotule folli" a uno sport tecnologico e globale. Ma è bello sapere che tutto è iniziato lì, da quel piccolo negozio, da quelle prime Specialized e da un gruppo di amici che non aveva paura di infangarsi.

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